Vocapatch
- (Balena)
- (Sangue)
- (Castello)
- (Galletto)
- (Foglio)
- (Fabbrica)
- (Corna)
- Zarra da Dio
- (Cubo)
- (Zero tagliato)
- (Decimo)
- (Galletto morto sdraiato)
- (Losanghe)
- (Forma con un asterisco)
- (Forma con due asterischi)
- (Macchina in salita)
- (Ya)
- (Casa)
- (Il pranzo è in tavola)
- (Simbolo politico)
- (Serratura)
- (Castello)
- (Cestino)
- (Televisore)
- (Termostato)
- (Pesce)
- (Carriola)
- (Pericolo)
- (Cazzuola)
- (Note)
- (Gancio)
(Balena) (su)
Inizio questo testo scrivendo con un pastello a cera, e scusami se non sono gradevole all’udito, se il poco gusto che ho è per l’inutile. Ho poco tatto; in vista di critiche impregno il tutto di un profumo di… Pietà, per favore, chiudete quel tombino, cristo, cos’è? Una megattera morta in decomposizione sulla spiaggia del mare nordico, dove nessuno farà mai il bagno e nessuno si lamenterà della puzza! Secondo la tua regale persona ho realmente usato un pastello a cera per scrivere le prime righe del testo? Rifaccio la domanda usando un altro ordine logico: faresti mai il bagno al mare in Norvegia? Se tu rispondessi affermativo avresti il piacere di gustarti la puzza di balena marcia in decomposizione sulla spiaggia. E adesso pensa: sarebbe una situazione alquanto assurda il fatto che tu venga a conoscenza degli Uochi Toki e della loro essenza in virtù delle licenze di una contingenza che non ottempera a nessun ordinamento, a nessun proponimento. In pratica chiunque potrebbe scendere in spiaggia e vomitare di gusto pane e Nutella come chiunque potrebbe passare a casa mia, notare la scritta a pastello e dire: “sei un pirla!”. Grazie! Ma facciamo un salto nel passato: eravamo un gruppo pop affermato, qualche volta condiviso, qualche volta recensito sui fogli, qualche volta intervistato su di un sito. Perché tutto è cambiato? Diciamo panta rei, parliamo di transistasi, di stati di aggregazione a seconda della temperatura. Vogliamo essere stupidi, intelligenti, barboni, non avere cura, interesse, il flow, le carte giuste, il background culturale, definizioni qualunquiste, interviste, vita a strisce, credere di pensare con le nostre teste, avere convinzioni solide, girare le feste, andare a Trieste. Per questo abbiamo detto: “l’underground è troppo in alto, vediamo cosa c’è più in fondo!”. E se non c’è niente lo inventiamo, corpo di mille balene! Così gli spacchiamo tutto a quegli stronzi degli altri gruppi.
Da qui sotto vediamo meglio come avete costruito le vostre fondamenta, e sopratutto se avete o meno le mutande. Abbiamo deciso di occupare e autogestire tutto lo spazio che ci pare: qui si sperimenta la menta! Sì, ma non è che si inventa dopo un’oculata scelta, una nuova scienza
doppia h triplo punk mezzo jazz un quarto di crossover: qui c’abbiamo un calderone, buttiamo dentro tutto alla va’ là che vai bene, poi gli diamo un nome e troviamo la spiegazione. Non credere che sia mai stato diverso per l’uomo: l’umanità battuta dal caso trova la forza di ribellarsi e crea dal nulla il metodo, la legge, le regole, il “si è sempre fatto così e allora va fatto così”. Troiate! Ci stiamo rotolando dal ridere qui sotto, nel vedervi andare contro le avversità per trovare il vostro posto nel mondo, nell’universo: ecco spiegato perché siamo così critici, non ci va mai bene niente, non ci va mai bene niente. Odiamo tanto la gente, amiamo il prossimo – non questo, il prossimo. Siamo fatti così: accetta il fatto che esistano individui così stupidi. In ogni caso, poi spacchiamo tutto, paghiamo e i cocci sono tutti nostri, così ci costruiamo la casa ex novo.
Ex novo ex novo ex novo ex novo novo novo novo non voglio un uovo nuovo ogni mattina quando mangio un uovo. Trovo inutile tutto, specialmente me stesso e il mio gruppo. Il mondo è inutile, io sono inutile. Sono in sintonia con il mondo, è assurdo. Eppure ho usato lo schema logico chiamato sillogismo: sono partito da un presupposto, ho dimostrato che il tuo sforzo creativo crea solo sfarzo e nient’altro, ho dimostrato il contrario, e ti frustra invano per due motivi: uno, non verrai mai sulla spiaggia a sentire la puzza di balena morta; due, mi darai torto. Modificare lo sforzo di un altro, ridicolizzare il prossimo in pubblico è tecnica vostra, è tecnica vostra, ma non importa, ho capito da tempo che essere critici è una perdita di tempo. Non saprete mai se usato quel pastello all’inizio del testo. Mai! Ah ah ah!
Work in progress.

Traccia 14 / Vocapatch
Uhm.. faccio una gara agonistica. arrivo a classificarmi perdente ..non so.. tra i primi zero?
sarà che sono scemo,ma questa scena la vedo parecchie volte.
Ho 7/8 anni,sono un bambino ma già il mio carattere comincia a formarsi
forse qualche elemento casuale ha fatto sì che
la mia indole e il confronto coi miei coetanei sia la prospettiva della non furbizia,della ingenuità
Di fatto,rispetto alla media di bambini non mi discosto tanto: disegno, leggo libri sui dinosauri, ho una fervida immaginazione .. quando non so cosa fare,immagino cosa potrei fare
favole
i miei compagni di scuola sono persone più pratiche più pragmatiche.mi prendono in giro, mi dicono che sono strano , forse perchè non imito gli adulti quanto loro
loro già giocano alla famiglia,loro già escludono chi non è sveglio quando gioca a calcio
io parlo con le femmine, a lato del campo, al massimo commento :UHAWUHA WUAHAUA UHAWUHA WUAHAUA UHAWUHA WUAHAUA ..
la mia famiglia ha abitudini diverse e questa è la causa del fatto che quando propongo un gioco quasi nessuno mi segue
Ehi! perchè non fate giocare anche me ,perchè devo fare sforzi immani,inventarmi personaggi immaginari , propormi in modi invadenti ,tentando di intervistarvi, di stupire le vostre giovani menti
risulto ridicolo per voi
voglio integrarmi
provo a integrarmi:gioco a calcio ma non conosco il nome di baggio ,non mi fanno guardare sanremo,fantozzi,susanno messaggio,i cartoni e qualche film ogni tanto
se no gioco penso,leggo,leggo
mi iscrivo a basket per 4 anni,anche lì non partecipo,perdo
5° elementare,giochi di fine anno.. la mia squadra è adirata perchè gioco male a palla avvelanata
competizione: ogni giorno a me piace parlare di qualcosa,detesto giocare a calcio
sport di squadra,corsa,videogiochi, non mi coinvolgi
sento sempre e solo il peso del fatto che vinci.
per ora si tratta di giocare ,non ci sono allarmi non ci sono danni,Accetto la mia indole poco normale,chissà se andrà tutto a posto quandro avrò 15-16 anni.
FreakBLue*PaM.
27 apr 09 alle 14:10
Ecco il testo della traccia 1 di vocapatch
[trascritto, grazie!]
Complimenti per il masochistico lavoro!!!!
Ciao
Nello
26 lug 09 alle 23:39
Traccia 30
Il nostro intento è quello di parlare del mondo e dei problemi che ci stanno attorno, viviamo nel culto di un personaggio che abbiamo reso trash col nostro volere: siamo un gruppo, vorremmo arrivare a tutti dappertutto, se ci sono pure i soldi ognuno è più contento, supportiamo l’underground perché è da qui che parte il meglio. La musica da schermo la guardiamo con astio e con scherno il nostro demo è ancora scarno ancora grezzo ma ci divertiamo lo stesso un paio di loop e i nostri amici ci prendono come spalla al concerto ed ecco cominciamo a girare qua intorno. La nostra scioltezza acquisita la nostra attitudine porno, la nostra notte il nostro giorno, la consapevolezza di essere un gruppo, quello che conta è il pubblico. Il secondo demo lascia capire subito dalle prime tracce che siamo cresciuti rispetto a prima, ci sono più certezze più consapevolezze, abbiamo trovato una formula, un modo di essere, il nostro intento iniziale resta, non cessa di esistere, ma si capisce che per suonare in giro per far girare i demo bisogna incanalare, insistere su certi punti, tralasciarne altri, bisogna, trovare spunti intelligenti sui quali scrivere i testi, trovare accordi, basi e arrangiamenti, e rieccoci, con una nuova formula, manteniamo i nostri ideali preferiti più vecchi, sulla copertina più pretese d’immagine, nei locali prendiamo un lauto cachet suonando con gruppi seri, basta feste del liceo disorganizzate, adesso facciamo serate pagate, cover. Troviamo un’etichetta, con tredici pezzi andiamo in stampa, i testi non importano, le idee non ci mancano e per la musica vediamo cosa ci dicono quelli, registriamo i primi pezzi, ci accorgiamo già di non essere più gli stessi, gli amici stronzi, gli invidiosi, i concerti con gruppi semifamosi, i complimenti seriosi dei periodici, l’analisi fredda di quei tredici pezzi che tutto sommato non sono gloriosi come i primi pezzi storici. Ci va bene, il cd vende, copriamo le spese e adesso? Cosa ci rimane di altro se non suonare, continuare a fare dischi, in fondo ci piace, non ci va di andare a lavorare, intanto studiamo e continuiamo a girare, creiamo pezzi coi nostri accordi vincenti ascoltando cd nuovi veniamo superati da altri ma siamo pazienti, ci sta benissimo essere considerati appartenenti a generi che fra due anni saranno morti, il mondo è pieno di stronzi, infatti un giorno vediamo un gruppo di nome Uochi Toki sul palco, non prendono un soldo ma parlano del progressivo deperimento dei gruppi come noi, tramite uno straniamento impersonano noi stessi, ripercorrono tappa a tappa i nostri successi e i nostri fiaschi, i nostri passi. Il percorso sembra senza pecche, ma loro minano alla base i presupposti, sono un non-gruppo, non avranno mai successo perché non vogliono, non saranno mai nemmeno apprezzati dagli altri perché esagerano, ma sembra che si divertano nel fare del male alla musica, sembra che si divertano nel rodersi della gente che rosica. E noi siamo qui col nostro punk-rock-hip-hop-metal-ska-reggae-del-cazzo e cosa facciamo, dove andiamo? Non possiamo tornare indietro.
seipuntotrentasette
12 ago 09 alle 14:33
Vocapatch, traccia 06, Fabbrica
Ma sei cretino? Sì, lo sono.
Vocazione a concentrarmi sul pensiero degli altri
vocazione a provocarti la seguente razione duepunti:
“Violenza”
come il ragazzo di crema
magari fuori rinpicciolisco ascolto un disco
la terra del mio mondo immaginario trema
tu abiti a milano bologna roma
io
nel braccio di orione della galassia chiamata via lattea
ignorante!
a volte io ti guardo mentre attacchi briga
mentre fai prevalere il tuo istinto di scimmia di merda supportato dalle leggi di strada
mi fai cagare
seduto sul water penso alla musica che fai
ai tuoi paradigmi alle tue convinzioni ai tuoi atteggiamenti ai tuoi racconti ai tuoi risentimenti e ai tuoi ragionamenti
al tuo giustificare la poca tolleranza con la supremazia sui deboli da parte dei forti
pensa a tutti i tuoi amici morti e piangi!
pensa a tutti i tuoi amici morti e piangi!
Chissà
forse non vuoi uscirne
forse sono io che non conto o sono stronzo
penso a come mi guardi e piango
penso a come mi guardi e piango
ti odio con molta violenza perchè
perchè tu sfoggi orgoglio
perchè il risentimento è forse l’unico patema imposto che non mi sono ancora tolto
perchè ci tengo
servo anche il male
in questo momento sono con-tento!
ghe ghe gheghe gheghe ghe ghe
ghe ghe gheghe gheghe ghe ghe
ghe ghe gheghe gheghe ghe ghe
tiro piro piro piro piro fuori!
Io sorrido tu sei serio
figo figo
dentro
lasciamo stare
parlare con te del concettuale è tempo sprecato
pensi al significato della vita solo quando qualcuno muore o viene ucciso
sei attaccato a quelle quattro mura dentro le quali sei stato dato alla luce
le strade i locali in cui suonare le frequenti scopate di una sera
la scuola che non ti ha dato niente e da cui non hai preso niente
togliamo la strada e quelle merde dei tuoi amici
cosa resta di te? Niente!
Ecco, se metti questo possiamo anche diventare amici
ma
sei troppo attaccato al pavimento
tanto crepi è inutile che strisci
ti odio
ragazzo di strada
ti odio
tekno boy sempre in preda allo svarione
sei nato per sbaglio
guarda quanti sbagli camminano
guarda quanti sbagli si uccidono per niente
tanto muoiono lo stesso
io in quanto sbaglio non agisco
spero invece che tu muoia – presto!
ghe ghe ghe ghe
(alcune piccole omissioni)
Arturo Rimbaudo
3 ott 09 alle 10:10
TRACCIA 15 (purtroppo in due punti, anche rallentando la canzone, non riesco a capire cosa viene detto, spero vada bene comunque)
—————————————-
E….oggi ho aiutato una vecchietta nell’attraversamento di una via trafficata di tricicli guidati da bambini autistici
cazzo, è morta schiacciata da uno di essi; per farti un esempio del coraggio che ci vuole per cagarsi addosso mi cago addosso, contento?
voi che vi nascondete dietro i vostri problemi, ostacoli, se io dovessi farlo non mi vedreste più,
magari non ho tutta la saluta mentale del mondo, però non mi lamento, almeno non tanto, perdo con la
[incomprensibile] il bello è che da fuori o ti sembro o non ti sembra che io sia un perdente
ci sono tanti elementi che lo fanno supporre, ma su quel treno fra le rocce il mito di Steven Seagal disse:
la supposizione è la madre di tutte le cazzate, quindi sono goffo come un cameriere con il morbo di Parkinson
che trasporta una fila di chiavi che sta per posarci lentamente il piede sul classico dus! dus! solido molto anni 80!
perdente! ti direi che cosa significa se non avessi sempre perso, sarei contento SE una volta tanto arrivasse una politica
di quello che non ride perchè la sua vita alla fine non significa, quello che si bulla perchè molte persone di sesso femminile sono pronte a dargliela
quello che ha creato una cerchia di perdenti e si sente figo perchè esclude altri perdenti,
oh, cos’è ‘stà mafia? non ci credi? non vedi che sono patetico? rinuncio a quasi tutto il pudore del senso estetico
e non fate i buonisti, che gli [incomprensibile] di seguirvi prima o poi vi mostrerete stronzi, quindi:
se vuoi cuccare la figa, stai lontano da me
se vuoi sembrare intelligente, non parlare con me
se ci tiene alla tua popolarità acquisita in tanti anni (adeguamento), non farti vedere in giro con me!
esplicitume! sciocchezza! sfidami in un qualsiasi gioco, sfidami al giuoco della vita e mi vedrai morto di fame solo e con un cancro per polmone
wow! la sfiga esiste! per te forse è triste, ma un lavoro sporco a qualcuno tocca farlo,
il ridicolo è il mio mestiere, adesso continua pure ad aver successo, a fumare, ad accrescere la tua convinzione
intanto dall’altra parte del marciapiede io continuerò a pestare merda e scivolare sulle bucce di banane
Autocoscenza!
Profundis
18 ott 09 alle 22:40
Devo correggere un piccolo errore di distrazione:
“se vuoi cuccare la figa, stai lontano da me
se vuoi sembrare intelligente, non parlare con me
se ci tieni alla tua popolarità acquisita in tanti anni (adeguamento), non farti vedere in giro con me!”
[avevo scritto tiene]
Profundis
19 ott 09 alle 16:42
se non sbaglio dovrebbe dire: * sarei contento se una volta tanto arrivasse una “squalifica”
e non politica
FreakBlue*Pam
18 nov 09 alle 11:47
quello che si burla perchè molte persone di sesso femminile sono pronte a dargliela
(mi pare sia burla e non bulla)
e
e non fate i buonisti, che “io tenti o non tenti” di seguirvi prima o poi vi mostrerete stronzi
e quando dice “magari non ho tutta la salute mentale del mondo ma non mi lamento almeno, perdo come … ” a me pare di capire Akakij Akakievic (personaggio di “il cappotto” )
FreakBlue*Pam
18 nov 09 alle 11:54
sulla versione della traccia 15 proposta da Profundis (in maiuscolo le correzione proposte):
-però non mi lamento, almeno non tanto, perdo COME AKAKIJ AKAKIEVIC. Il bello è che etc..
-ma su quel treno fra le rocce IL NEMICO di Steven Seagal disse etc…
-che trasporta una fila di chiavi che sta per posar ACCIDENTALMENTE il piede sul etc.
-sarei contento se una volta tanto arrivasse una SQUALIFICA
-rinuncio a quasi tutto il pudore E AL senso estetico
-e non fate i buonisti, che IO TENTI O NON TENTI di seguirvi…
Ilpalazzo
12 mar 10 alle 17:18
Traccia 09
that sugar cane that tasted good
that’s who you are that’s holy Hood
C’mon, c’mon. no one can see my cry!
imitation of life.
sono l’unico pirla, ma l’amicizia è tutto, lo sai e le avventure non mancano mai.
quanta saggezza nella sigla di uno stupido cartone animato: morali da favola!
riassumo le parentesi qui sopra aperte in un concetto perchè è il caso:
la gente nasce per caso, fa le sue scelte per caso e prova emozioni e sensazioni per caso
e tenta di dare una regolarità a una metodica, a qualcosa che ricorda vagamente l’ordine con cui cadono i fiocchi di neve
o la regolarità del mio intestino. Poi arriva Schopenhauer e chiama tutto ciò “velo di Maja”, se non mi sbaglio.
Se non mi sbaglio mi devi delle scuse, ma siccome mi sbaglio allora la tua vita vale la pena di essere vissuta.
Bella Ambrogio Fogar!
Certo, perchè bisogna studiare, bisogna imparare, ma quando la materia è troppo paradossale come il sopra citato Schopenhauer
l’insegnante Ti ricorda che questa è una interrogazione e che non è strettamente necessario divagare!!
(intermezzo urla)
Escremento, secrezione putrescente, bastardata dei tuoi migliori amici, avvelenamento da cibo, bambini morti di overdose,
teste, tritate da eliche di hovercraft,
trasmissione di malattie mortali,
vermi, nel taleggio,
oscuro presagio di aver lasciato la macchina aperta,apri la busta di “That’s amore” Findus e trovi solo fango, un fungo fastidioso che ti cresce in un orecchio,
il minestrone di frattaglie umane, la valle dei morti, i denti che crescono storti, scaricare la colpa sul prossimo per ripararsi dagli eventi negativi,
fotografie di bambini, vecchiaia in un ospizio aspettando di morire, il buio di quella stanza che da piccolo hai paura di affrontare,
sbagliare un passo, inciampare, sangue dal naso,impostare il proprio lavoro di pari passo col caso,
traffico, ritardi dei treni, la gente che uccide animali carini, i delitti passionali, gli incidenti che purtroppo non sono stati mortali,
salti di gioia quando qualcuno soffre; gente che paga per fare sesso in qualsiasi modo o senso, il senso di umidiccio sotto i piedi quando piove,
il parente lontano che muore, le crisi di dolore provocate da un tumore, il nazismo più profondo,stare zitti a lungo, un muro d’orto che cadrà presto,
la gioventù sprecata, un cesso di un autogrill in pessimo stato, sangue, pus secco, unghie incarnite, medico imbecille che sbaglia diagnosi e cure,
il frigo vuoto, l’ascolto di un rumore fastidioso, “questo vino sa di tappo”, azioni in ribasso, la guerra in medio oriente miete vittime quasi tutte predestinate,
un tipo ne gioisce e dice: “fanno bene!”. Le api che ti pungono se tenti di fotterti il miele, il giorno degli assorbenti, i morti viventi, i vivi morenti,
i mal di testa da aspirina, acidosi, malattia sconosciuta, le leggi di Murphy, i ragni sui muri bianchi, falsi allarmi rivelatisi in un secondo tempo veri,
i valori neri, i cataclismi, la pestilenza del ’600, la violenza carnale di 6 uomini su una donna, la nonna è scippata, aranciata rancida,
il prete si eccita se vede un chierichetto, le dita nel naso, la masturbazione, la masturbazione pensando a qualcuno che soffre in un letto d’ospedale,
l’abuso di droghe, loschi affari che danneggiano chi non ha i soldi, vomito la cenetta che ha preparato la mamma, ordino l’acqua al bar mi portano soda caustica,
anoressia, rissa, botte, perversioni, il desiderio di fare male a qualcuno, auto-lesio-nismo, un rasoio che taglia il bulbo oculare, il male.
Ilpalazzo
13 mar 10 alle 16:42
edit: “velo di Maya”, naturalmente
Ilpalazzo
13 mar 10 alle 16:48
proposta di correzione della traccia n 1 proposta
(verso la fine) “ho dimostrato il contrario
SED FRUSTRA in/vano per due motivi
uno:”
Ilpalazzo
14 mar 10 alle 22:49
Daaaai che fine ha fatto tutto il lavoro?!
Va fatto Vocapatche e il primo dei Laze Biose!
JackCarogna
24 mag 10 alle 19:02
la traccia 10 di Vocapatch
Niente chiama niente
sonnolenze eterne
divento polvere
mi deposito sul mobile
la vita non mi parla più
la vita ha già espresso
tutto il dicibile
posso solo sottointendere
posso solo evitare di rispondere
spengo una luce
spengo la luce del sole
il mio distacco orizzontale notturno concilia il pensare inerziale
da una passata iniziale
hai l’impressione di vedere cubi di energon
al sub di una storia in cui in più punti i personaggi vengono separati da un ascensore
chi predomina
chi va in Kenya di martedì sera
io il lunedì alle 23 guardo Jodie
faccio due chiacchere col benemerito nulla
sperando in un sogno di una notte di inizio autunno
ad un lavoro logico
regalo il mio cervello
ho molta forfora che
gratto con le dita
dopo mi di-letto
a toglierla da sotto le unghie
con gli angoli del libro che sto leggendo
ma io non leggo
sono contro mi presento: Basta!
com’è possibile avere una
idea giusta con una
gamma così vasta di idee giuste
mi suicido
pongo fine alla mia vita
troppo semplice
non ho il terrore di vivere
il nichilismo non è applicabile se non hai un tutto da combattere
cos’è il dramma dell’essere?
a me piace vivere
solo per il fatto di poter parlare e scrivere
dicendoti che non è bello vivere
ed è quindi il salmone
il sentimento che imito e scrivo
in questo punto
punto i miei piedi ripeni
credi che mi importi l’importo?
tutto sommato
il tuttavia appropinqua scandinavo scandinò al mistico
sull’orlo del baratro
e questa non è la fine
magari tra un mese apro un bar vendo lattine appeso
a quel positivismo da rivoluzione industriale che tranquillizza
lo strato del subconscio del pendolare
cioé colui che pendola
dalla corda delle decisioni altrui su di una pentola fatta di niente
niente chiama niente
Il ritorno dei ritorni
faccio festa
gioco a calcio, anzi
a golf coi moribondi
setto un dito nel setto
e poi mi setto il cervello
dopodiché chiamo il neurologo, TAC cranica
ho dieci capperotti nel lobo frontale
si passa al distacco verticale
niente chiama niente
stavo essendo saltellante in una
delle mie fantasie manie di protagonismo
quando ecco che mi ritrovo
alla fermata di Rogoredo
e aspetto in pieno giorno
gente tutta intorno
ho paura che mi guardino mentre penso
se sapessero che mi lamento del fatto che ostento l’essere represso
sacco di Roma
sacco di iuta
sacco di roccia
sacco di Simon e Garfunkel
cittadinanze stanche di essere stanche
il lento clima discendente
verso il punto di esaurimento totale delle risorse
specie quelle umane
sono in forma smagliante
sento che subisco l’ascendente che io posseggo sugli altri
gli effetti del niente sulla mia persona non li puoi vedere
in quanto non-energia
non-stato d’animo, non-reazione
il niente in me non esiste
appunto
non posso nemmeno dire che Nessuno ha trafitto il mio unico occhio
visto che di occhi ne ho due
e poi dietro Nessuno non si cela Odisseo, Perseo, Filottete
fanculo Disney che vai a popolarizzare delle culture vendendola al pubblico come ricerca
come indiscussa appartenenza al mondo greco
e poi abbrevi con Phil?
Ma nientificati!
Niente chiama niente
[driiiiin driiiin]
- Pronto?
- Pronto sono Niente, c’è Niente?
- Sì sono io, dimmi!
- Ah, allora vuol dire che mi sono chiamato da solo al telefono?
- Eh, pare proprio di sì!
- Allora vabbé, glielo dico di persona, anzi, me lo dico di persona.
- Eh, tuttavia potresti anche dirlo a me, adesso, cioè, a te stesso, adesso, tanto è la stessa identica cosa.
- Cazzo che casino! E non posso nemmeno suicidarmi perché sono Niente!
- Eh già! Un mondo complesso.
capt_yossarian
9 lug 10 alle 14:23
@jackcarogna adesso ci mettiamo. Comunque quello che è già stato fatto lo trovi nei commenti come puoi vedere :)
Mexicat
11 lug 10 alle 11:48
Traccia 10:
alla fermata di Rogoredo FS in pieno giorno
TicoTaco
12 ago 10 alle 01:24
Traccia 2 – SANGUE
Finalmente si mangia, cos’hai preparato? Mi sono tagliato un dito, ho preso una padella e ho fatto il dito in padella, dopo averlo tagliato, anzi prima, così si è ammorbidito e l’ho tagliato meglio col sangue, io mi gusto il mio sangue, non si butta via niente, però secondo me, tutti voi a ridere delle stronzate del fight club, non è una metafora del vivere duro, chi pesta ha più se e comincia e altre belle cose che ci insegna la morale, no, è il contrario, nel fight club tutti si pestano amichevolmente, nessuno è più figo o più importante, quello che importa è il sangue, scorre, si beve, sporca, dai darme, dante, una ride, l’altro rime macabre, arringhe, arringo, ringhio, schiaccio ringo, insomma disgustose, il succo succoso è che beatles merda, non importa se la chiacchera scientifica lascia l’impronta, non impronta se il tuo parere conta, se puoi vantare molta gente dietro di te che ti può supportare, lo fai apposta, sei un affiliato del cazzo, sei convinto che il tuo pensiero, in quanto giusto, non possa andare incontro a contraddizioni di fondo, perbacco, non stai capendo, il mio parere che mangiare carne umana sia giusto e bello, penso al sangue come a un condimento, disegno svastiche al mio passaggio per poi negare dicendo che io non supporto il nazismo, è facile mettersi contro, è un attimo fare il conto, è un attimo rendersi conto che sono povero pirla, asino raglio, il mio bagaglio è pieno di pus secco del quale mi cibo con il disgusto gusto, sarei un mostro, sarei un mostro perchè mi mostro al prossimo, tu il nascosto, in un ormai metà perbenismo contaminato già da tempo dai cavilli che ti permettono di fare sesso libero, trattare male il prossimo perchè hai interessi di lavoro di gridare il tuo dissenso senza che ti sfiori il sospetto che sia solo utilitarismo, ti stupisci delle centinaia di cose che detesto, del mio sangue che sgorga e sporca il muro, tu vuoi reimbiancare, se esce qualcosa dal tuo corpo lo guardi con disgusto, sei stato tu a produrlo, quindi ti fai schifo da solo, non voglio azzardarmi a dire che in un certo senso mi invidi perchè io apprezzo il mio cerume, il mio catarro, il mio sangue, il mio sterco, ti faccio schifo, ti faccio schifo per come agisco e come penso, quando muori ti faccio la griglia di maggio, sono necrofago. I miei dei non sfavillano, i miei pensieri non coinvolgono, i miei consigli non consistono, che palle quando parlo, se soltanto fossi + elegante, se avessi lo charme da mercante venderei ciò che produco, ad esempio le olive o i bastoni da passeggio con il pomello in argento, no, io produco tutt’altra cosa, solo un brufolo, immetto sebo nel mondo al gusto di fragola, se vuoi la fragola mangia la fragola, ma non ti frega, ti fai fregare da frotte di teorie basate sui proverbi, i detti o la saggezza popolare, pazienza e rigurgito, sali sul tram, mi chiedi cosa bevo, un caraffa di sangue con dentro le olive e un pomello di bastone da passeggio, non capisci un cazzo, credi sia sangria e ne bevi un sorso, sorpresa, il vino rosso è rotto, queste sono le mie ultime perdite ematiche, mi accusi con disgusto, storgi la bocca e mi sputi addosso, il grosso del problema è che tu non berresti mai una tazza del tuo stesso muco, però guidi una macchina che piano piano annienta i tuoi polmoni, come babbo natale, scendi nel camino e trovi un lago di sangue in sala da pranzo, allora terrorizzato scappi ignorando che il sangue di una strage familiare è stato versato da un bambino che non credeva a babbo natale, e adesso sputami addosso ancora, chiedimi perchè sono così complicato, non volendo affatto sapere la risposta, il mio sangue sgorga affinchè a gente come te venga tolto il diritto di fare e farsi domande, andiamo a un concerto ska anche se ci fa cagare perchè fare stronzateè divertente, mordo un dente, esce il sangue, per guardare gente insopportabile, è inebriante, col sangue, col sangue … io credo nel naso, io credo nel naso, io credo nel naso, nel naso io credo.
Amanda
1 apr 11 alle 13:59
Alcune correzioni (in maiuscolo) per la traccia 2 trascritta da Amanda (thanks):
“tutti voi DITE delle stronzate del fight club”
“chi pesta PIU’ SECCO VINCE e altre belle…”
poi credo che dica “DISGUSTOS” invece che disgustose,ma ne possiamo parlare..
“META-perbenismo” invece di “metà perbenismo”
“LE MIE IDEE NON SFAVILLANO”
“STORCI” non storgi
e poi ci sarebbe da rifare un po’ la punteggiatura, ma sostanzialmente ci siamo
Ilpalazzo
25 apr 11 alle 17:43
TRACCIA 24
Piove, governo ladro. Uochi toki: siamo il governo.
Nella famiglia, forse, siamo il fattorino che consegna la pizza.
Faccenda sporca.
Il timpano, l’organo che ascolta è una merda. Il timpano tamburo pensiamo che serva con l’organo.
Concerto polifonico di timpano, organo e pizza: bella lì!!
Gesti di stizza, pesti a destra e a manca, rappresento inutilità, nullità, come paperino che si incazza.
(quack! quack! quack! quack! quack! quack! quack! quack! quack! quack! quack! quack! quack!)
Niente rullante e cassa, solo cassa.
Adesso basta! Sono in un lager con il mio huckleberry finn, ?????, la guerre, l’amour, deturpa usocapione, campione, cappone, ponetemeli innanzi. Innalzi gli occhi e intravedi solo avanzi. È quel che siamo: stronzi .
Progressivo salto nel budino. Sempre più attratto dal fegato consono e discontinuo, scopino del cesso, cesso, c’è solo un modo: c’è solo il brodo del brodo del brodo del brodo del brodo del brodo del brodo del brodo del brodo del brodo dell’anatra. Avanti il carro. Dietro il bue e l’Asinelli. La torre casca: PEM!! Macinato fresco di bue, due chili di corna, zoccoli e labbra. Ma cosa pensi? Sottile metafora sessuale? Ma ti pare? Smetto di parlare quando vuole, se riesco a capire cosa mi dice Paolo Scirez, personaggio inventato per creare una illusione di conoscenza di materie a te proibite.
Suppongo. Sul pongo niente da dire. Ci gioco or ora, non me lo puoi impedire. Solo io mi impedisco, l’impedito, debole, ????? vs ubermensch , divora chili di pizza, ti hanno ingannato bel bastardo. io non vivo. Perdo tempo 48 ore al giorno. È già giorno, è già. Giorno. Fatto. Giorno fatto, notte fatta, non è affatto notte come queste non sono affatto parole ignote (per me). Elitarismo? No, se capita frequento però di regola non recinto. Ti osteggio da vicino a Casteggio. Amareggio me stesso, sei forte come Artax, lanci il fuoco del meriggio. Io sorseggio il succo, guardo lo schermo , sei bello come l’autore del fu mattia pascal: così è se vi pare. Posso solo continuare a …respirare.
In piedi sulle mine, salsicce, salsicce, salsicce, flusso di coscienza, basta testi di denuncia, arrivo a vivere in Casale Monferrato, sparo un colpo in aria uno a te stesso, sul vetro scivolo, come non mai, come non mi hai detto che tuo zio è un giocoliere è scivoloso lo so lo so lo so lo so lo sospettavo, faccio il testo senza motivo, adesso, ma chi se ne frega però alla fine ti stiro la tua cupola di sottotetti e sottotenenti, insomma, di solito no, però ci sono momenti in cui esco, disegno, grido ti guardo e vorrei che tu morissi. Fico secco, uva passa. A volte penso di morire e lo scrivo non in metrica perché racchiudere il concetto di nulla in dei bei versi lo fai tu. Io invece no, io invece no, io invece no, io invece no, io invece no, io invece no.
Ilpalazzo
25 apr 11 alle 17:50