I testi degli Uochi Toki

un lavoro masochistico

Scusate, secondo voi il dentifricio rappresenta ancora uno status symbol?

Laze Biose, 2001

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© Uochi Toki

Con 6 commenti

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  1. Giustificazionismo estremo

    Il fatto di lavorare per il signore del male significa non solo distruggere e bruciare case e squartare capre vive ma anche sbagliare, fare cazzate di cui poi non ci si possa vantare.
    Ci sbattiamo? Nooo! Cerchiamo le vie più comode, paraculi di prim’ordine, se i miei versi non stanno nelle metriche non muovo la penna per farceli stare, come viene viene!
    E poi alla fine dico che ho la passione per il far cagare.
    Credevi di poter aderire,partecipare? Credevi di poter trovare il nuovo stile con cui saziare le crew italiane? Tu sai rappare, io non so niente, ma compio lo stesso, scrivo lo stesso per passare il tempo, si! Lo stile dei Laze Biose non è altro che volgare, poca voglia di studiare, se qualcosa non ci riesce cambiamo direzione, ecco perchè le classiche strade non ci vanno più bene, non ti preoccupare il mondo per te resta tale e quale, siamo ricoperti di muffa il nostro scopo è contaminare per far marcire dentro qualsivoglia genere musicale. Rimane il fatto, abbiamo previsto cosa avresti pensato e non puoi negarlo, ammettilo: non sei per niente furbo! Qualsiasi cosa dirai,scriverai o penserai ce l’aspettiamo da tempo. Questo succede a chi non ha un cazzo da fare, manteniamo i ruoli che voi ci avete imposto, voi fate bene e noi facciamo il male, se non si può ragionare ci tocca proprio non reagire!

    La volpe e l’uva, il nostro stile è una scusa o forse prima di criticare gli altri guardiamo cosa abbiamo in casa,la volpe e l’uva, la rima fra cosa e casa non mi piace, per questo il ritornello finisce senza cetrioli andalusi, fa niente tanto per lo tzazichi vanno bene anche i cetrioli greci.

    Fabio

    6 mag 09 alle 21:04

  2. grazie mille per il testo! però lo aggiungeremo tra qualche tempo, quando inizieremo a fare per bene questa pagina…

    Mexicat

    12 mag 09 alle 12:47

  3. Questo succede a chi non ha un cazzo da fare
    sarebbe
    Questo succede quando chi come noi non ha un cazzo da fare

    e poi vabbè, si scrive tzatziki.

    Steve

    18 nov 09 alle 14:15

  4. Avrei tirato giù quasi tutto il testo di “Perché Rico deve sempre rovinare le basi” (quasi perché l’ultima strofa sembra cantata in Greco). Come posso farvelo avere? Scrivo direttamente qui nei commenti o vi invio il file? Fatemi sapere, grazie. Gran bel sito, complimenti!! ;)

    ilgabarezza

    5 gen 10 alle 21:19

  5. Scusate, ho capito solo ora di scrivere il testo direttamente qui. Purtroppo in due parti non riesco a capire cosa dica

    Perché Rico deve sempre rovinare le basi

    Per la calle stretta come Callimaco, il mio parere implicito. In ciò che cito incito rivoluzione rivolta in modo sistamatico, ma comunque non esplicito: dadaismo random autoanalitico. Non sono contro il rap a schema rigido. Non so, sono l’unico oltre che l’ultimo? Insulto il pubblico, che ormai sembra un cesso pubblico, chiarisco subito: non c’è un solo cubito di ciò che dico e pratico che si ritenga solido e comico. Atomico, ma come in Democrito non vedi l’oggetto ma percepisci un eidolon: tu vedi Zorro, io invece vedo Alain Delon. Il nocciolo è che la scelta porta al solito pentimento cosmico, e la non-scelta è comunque una scelta dialettica. Il sentimento, la sintesi che diventa tesi, opposizione, antitesi, di nuovo sintesi, intesi? Queste le mie basi, niente a che fare con antichi gruppi rap (?): Erik B.&Rakim, i Public Enemy, EPMD e via così. Sono persone, guardali: loro sanguinano, tu sanguini! Ipse dixit aristotelici contro originali discorsi filosofici: non si capisce più chi siano i pubblici, chi gli elitari e aristocratici. Resto fra quelli che partono e parto con quelli che restano, poi dopo scelgo: da solo itininero, non tornerò. Poi ci ripenso e faccio dietro front. Alcuni mi accolgono, in grande parte non mi capiscono: è giusto, è scomodo. Dovreste fare uno sforzo, prendere il dizionario e documentarvi ma so che preferite ballare e dire “ci penserò”, e so anche che se apprezzaste e ricercaste mi opporei decisamente. Quindi fate quel cazzo che volete e lasciatevi offendere. Ho le mie non-strade da non percorrere, nuove paranoie da far (?), otto coscienze da detergere, un cervello da cercare di spegnere, una vita da attendere, un arco da tendere per liberarmi di presenze scomode.

    Non voglio che la gente canti la mia canzone talmente tante volte da con capire più il significato delle parole. Prole, vuoi avere prole? Qualcuno che ti ascolti e rappresenti ciecamente il tuo filone. Questo nella migliore delle ipotesi possibili perché di solito non consideri, non ascolti pareri di simili, non valuti che potresti essere fra i deprecabili. Avete solidi principi stabili, vocabolari bisillabici, baci facili e tanti titoli, giustificati e giustificabili. Siete quasi magici perché inspiegabili eventi cosmici sostengono i vostri corpi su sentieri per me troppo fragili, troppo facili. Seguendo i vostri codici ci sentiremmo inutili, paradossalmente ridicoli: discorsi inutili che non capisci perché stai valutando la metrica (e il flo?). Opposto, questo è l’opposto. Se non hai capito un cazzo di quello che ho detto sei perfetto, tanto non capiresti lo stesso.

    (Ultima strofa in Greco antico)

    ilgabarezza

    5 gen 10 alle 21:28

  6. Modifico: non è “Per la calle” ma “Per l’Ecale”.

    ilgabarezza

    10 gen 10 alle 22:46

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