Vicino a casa mia c’è una rosticceria cinese. Si chiama rosticceria cinese “Mandarino”. Questa rosticceria cinese ha l’insegna bilingue. E fin qui niente di strano.
L’altroieri volevo mangiare degli spaghetti saltati con verdure, quindi sono entrata nella rosticceria cinese “Mandarino”. Ho dato un’occhiata al menu, dov’erano riportati i caratteri dell’insegna. Dopodichè ho tirato fuori il mio dizionario Zanichelli di cinese moderno, nello sfizio di trovare il nome cinese di quella rosticceria. Vado alla voce “Mandarino”. Nisba. I caratteri non corrispondevano. Al che ho pensato si trattasse di un qualche modo di dire, e dopo un paio di tentativi falliti di risalire al carattere dalla tabella dei radicali (perchè sono una pippa), ho chiesto alla signora, cinese, che nel frattempo mi stava porgendo la vaschetta di spaghetti saltati, come si pronunciasse quel carattere. La signora, cinese, me lo dice in cinese. Fingo di aver capito ed esco dal negozio. La mattina dopo scopro che quel carattere cinese significa più o meno “Prospero”, e che pure a Rialto c’è una rosticceria dalla presunta insegna bilingue che non c’entra un cazzo, e che pare facciano sempre così, tanto chi vuoi che se ne accorga?
Morale: Chissà, magari il ristorante cinese “Primavera” dove mangiavate da piccini in realtà si chiama “Tu Puzzi”.
Rompipalle